Intervista rilasciata da Marco Pecora a “Roma Nord Impresa”

 

Come nasce Bellantico?

 

Bellantico nasce dal connubio di due personalità  creative che hanno da sempre lavorato nel campo dell’espressione artistica: io e mia moglie abbiamo prodotto musica per TV e teatro per parecchi anni, collaborando con registi, giornalisti, produttori anche della vecchia scuola, con cui abbiamo condiviso innanzitutto la passione per un lavoro amato intensamente. Poi, quando si ha successo si viene confrontati con il potere e a quel punto, restando coerenti alla scelta di vita –  che era di fare musica e non politica –  abbiamo fatto una professione della nostra passione per le vecchie cose. Occorre dire che nel frattempo avevo fatto una decina d’anni di pratica nella costruzione e restauro di mobili. Inoltre il diploma dell’Accademia di Belle Arti di Lieske (mia moglie, olandese di nascita, aveva uno studio d’incisione a Trastevere già negli anni ’70) e quello del Conservatorio dell’Aja, unito alla mia laurea in lettere ad indirizzo artistico-filosofico, hanno contribuito a creare il background culturale necessario a questa professione.

 

Cosa fate precisamente e come interagite con il contesto territoriale?

 

 

“Battiamo” la Francia con un grande furgone, sopratutto il sud-ovest e le montagne all’interno, lontano dalle rotte dell’antiquariato classico, in cerca di testimonianze di una cultura dimenticata dalla globalizzazione ma molto apprezzata da un numero sorprendente di persone. Ci troviamo spesso in Languedoc, dove ho ritrovato con una certa emozione alcune iscrizioni del 1100 in lingua d’Oc, così meravigliosamente musicale e simile al volgare del nostro Dante. Per non parlare della tradizione cortese, che ancor oggi parla di cavalleria, fedeltà, nobiltà d’animo… Riportiamo in Italia un po’ di questa cultura, che si ritrova spesso anche nei comuni oggetti d’uso di casa, come tavoli, sedie, scrittoi, li restauriamo e li rivendiamo, nei mercati antiquari e sul nostro sito web. Il posizionamento a Campagnano ci avvantaggia sia per motivi logistici come costi di magazzino e agilità di spostamento – consegniamo in tutta Italia e spessissimo andiamo in Francia –  per il fatto di concentrare l’attività, (casa, magazzino/show-room e laboratorio), nel raggio di cinquecento metri e – last but not least – per la possibilità di svegliarci nella natura incontaminata, scaldarci con la legna del nostro boschetto, produrre il nostro olio e il nostro vino. In realtà è da questo bellissimo territorio, così vicino a Roma ma così fortemente, direi ostinatamente rurale e contadino, che traiamo le forze per far girare la nostra intensa attività. Vorrei anche segnalare che nell’area di Roma Nord si va creando una certa concentrazione di attività ispirate all’antichità: ad esempio a Rignano Flaminio, presso i nostri amici della “Faleria Import” si tengono delle aste mensili di mobili e oggettistica provenienti da Stati Uniti ed Europa, in cui anche noi acquistiamo spesso cose interessanti.

 

 

Come è possibile fare cultura in un contesto lavorativo costituito essenzialmente da commercio e artigianato?

 

Ma il commercio, proprio nella sua essenza, è retto dallo scambio e per scambiare occorre comunicare: come si può comunicare senza cultura? Direi senza una cultura positiva, che tramandi i valori umani fondamentali, la qualità della vita, il rispetto per l’ambiente. Anche la parte artigianale del nostro lavoro è intrisa di cultura appresa anche in famiglia: mia nonna usava la carta del pane per farci carta igienica, appendeva questi bei quadratini a un chiodo nel bagno; sono passati cinquant’anni e lo ricordo come se fosse oggi. Non immaginate la soddisfazione che dà recuperare una vecchia madia contadina in stato di estremo abbandono, valorizzando il lavoro di generazioni su quel mobile, ritrovandola in un vecchio fienile, restaurandola con tutto il rispetto per la sua epoca e piazzandola infine a casa di chi la apprezza e trae dalla sua presenza il sapore di una cultura non solo affascinante, ma di certo estremamente utile al suo benessere psico-fisico. E tutto questo a costi affrontabili da chiunque, perché a noi basta ricavare il necessario a vivere e proseguire l’attività: ripartire, ricomprare …

Dove e quando si possono vedere le vostre cose?

 

A Roma- Ponte Milvio la prima e la seconda domenica di ogni mese, e a Villa Glori la terza, partecipiamo al mercato dell’antiquariato con un fornitissimo stand in cui esponiamo mobili e oggetti di ogni tipo e sopratutto la tendenza. Siamo specializzati in mobili provenzali, sopratutto tavoli e sedie che proponiamo anche in laccatura personalizzata, e in mobili da ufficio anni trenta come schedari a serranda, scrivanie da dattilografo e a cilindro, e tra gli oggetti privilegiamo gli arazzi, gli oggetti d’arte, le porcellane, le lampade. La quarta e l’ultima domenica del mese apriamo al pubblico la nostra Show-Room a Via San Sebastiano 130, a Campagnano, che in genere apre su appuntamento. Per inciso, lo stabile è un vecchio fienile su tre piani da noi completamente ristrutturato: scale, infissi, bagno, tutto fatto a mano e su misura. Insomma, un posto in cui è bello curiosare tra le centinaia di cose che ruotano continuamente, nella tradizione dei magazzini dei “brocanteur” francesi pieni delle cose più impensabili.

E poi c’è il sito Internet www.bellantico.com con foto, descrizione e prezzi delle cose più importanti presenti sia in magazzino che ai mercati.

In ultimo le fiere estive. Quando Roma si svuota per le ferie, partecipiamo dopo Ferragosto alla fiera antiquaria di San Benedetto del Tronto, quattro giorni con bellissime cose da tutta Italia, e talvolta, sempre a fine Agosto, alla fiera ai giardini chiusi di Orbetello.